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domenica 12 giugno 2016

Da autore a booktuber!


Citando un passaggio del filmato sottostante: “L’idea è quella di registrare almeno un video a settimana dove commenterò spezzoni di romanzi, saggi o sceneggiature. E vorrei sottolinearvi spezzoni perché non amo quel tipo di critica che loda o distrugge un intero libro in 100 parole. Preferisco quella costruttiva, specifica, che va a marcare determinate pagine o addirittura singole righe.”


domenica 8 giugno 2014

Conversando con Emanuela Valentini, l'autrice di Red Psychedelia

Emanuela Valentini, perlomeno qui sul web, non necessita di presentazioni: i suoi libri sono stati scaricati oltre 200.000 volte, etc, etc. Ma il bello deve ancora arrivare, perché con il talento che si ritrova ogni cima è raggiungibile.

- Come è nata l'idea di Red Psychedelia?
- Red nasce dalla volontà di scrivere un urban fantasy spaziale per una raccolta. Poi, come appare evidente, non solo è uscito il mio animo punk, ma ho pure sforato di brutto con le battute e così...
- Sfori spesso con le battute... intendo col numero di battute. L'associazione a Cappuccetto Rosso è stata immediata o è avvenuta dopo?
- Immediata. L'idea iniziale era proprio quella di riscrivere la favola orientandola in altre dimensioni.
- I personaggi, in testa ti sono arrivati a cascata, tutti insieme, o ci hai un attimo ragionato?
- Halley è stata folgorante perché la conosco di persona.  Per il nome - volevo un nome che fosse unico - mi ha dato una mano Leonardo (Patrignani, ndr) cedendomi quello di uno dei suoi personaggi ancora da utilizzare. Il resto è andato da sé. Il cacciatore, il lupo... non è stato difficile ma certo divertentissimo.
- Dopo aver letto La sindrome di Cappuccetto Rosso mi è venuto un dubbio...

Parte censurata causa SPOILER ENORME

- Più o meno, quanti anni ha il Lupo?
- 20. Halley ne ha 17.
- È che mi pareva un po' giovane come infiltrato.
- Lui l'ha salvata per finta da una precedente aggressione del.cacciatore. per conquistare la fiducia di Halley hanno mandato uno giovane.
- Comunque hai lasciato infinite possibilità, dopo La sindrome la storia è apertissima.
- Sì. La storia è apertissima sempre. Anche dopo. Andando avanti scoprirai che però c'è una trama di fondo.
- C'è già una trama - Le faccio la linguaccia per prenderla in giro.
- Una più larga. Una che riguarda i personaggi.
- La fantasia iniziale, quella delle prime pagine, l'hai ripresa da un film o sei golosa di tuo? Pensavo alla Fabbrica di cioccolato che ho sia letto che visto, e ci ho pensato spesso mentre leggevo le prime pagine
- Non l'ho ripresa da un film e non sono golosa. Mi sono semplicemente calata nel trip di un goloso che assume una droga capace di regalargli l'illusione del suo più grande sogno. Da li nasce la città dolce.
Un pò Hansel e Gretel, se vogliamo.
- Eh?!
- La casa è di marzapane
- Ah, la strega nel bosco
- Esatto. La casa della strega è di marzapane e pan di spagna. Ma è una trappola...
- Come tutte le cose troppo attraenti.

Parte censurata per LA SALUTE MENTALE DEI LETTORI

- Comunque, che diavolo te volevo di'?
- Eh, a sapello.
- Che ne pensi dei romanzi a puntate? È un po' come tornare indietro nel tempo. O il tuo non lo vedi come un romanzo a puntate?
- Certo che lo vedo come un romanzo a puntate, e lo adoro. Mi fa pensare al feuilleton ottocentesco. Alla fine saranno oltre 500.000 battute.
Sorrido
- Mi piace pensare che chi ama quello che scrivo ne abbia per un bel po'. Cinque puntate bisettimanali è un bel modo di stare insieme. E siccome sono anche appassionata di fumetti apprezzo la cosa.
- Che fumetti leggi?
- Dylan Dog da sempre. Topolino. Witch. Manga.

Parte censurata... CON MANU FINISCE SEMPRE COSÌ

- ... e con la Delos?
- Per ora l'accordo riguarda le cinque puntate di Red. Poi si vedrà. Forse una seconda stagione, o magari...
- Magari il cartaceo della prima! Tu l'hai letto o visto Cappuccetto Rosso sangue? Sono contento che nella tua versione la storia cambia totalmente ed è presa solo da spunto, invece di trasformare giusto il lupo in un lupo mannaro.
- L'ho visto. Copiare non ha senso. Io scrivo per inventare.
- Vabbè, ora possiamo tornare a parlare di...

Parte censurata

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sabato 15 marzo 2014

Rispettabili lavori - Buongiorno Roma, vol. I

Provo a raccontarvi Roma, un pezzetto alla volta.
Quello che mi interessa sono le storie delle persone che in questa città ci vivono, ci soffrono, si divertono, fanno l'amore, ci vengono in vacanza.
Mi interessano le genti, i loro comportamenti, le loro reazioni.
Roma è piena di storie, e di storia. Un grande romanzo non sarebbe bastato: non si può venire a Roma e provare tutta la cucina in un'unica cena, ma si può farlo un pasto alla volta, un racconto alla volta, giorno dopo giorno.

Proverò a conquistarvi ogni due settimane, il 15 e il 30 di ogni mese. Per rimanere aggiornati potete seguirmi attraverso uno dei seguenti link:
http://www.facebook.com/BuongiornoRM
http://buongiornorm.blogspot.it
http://twitter.com/micheleponte

In giro si dice: «I racconti non vendono, non li compra nessuno.» Dimostriamogli il contrario. Aiutatemi a scalare le classifiche e forse un agente letterario o un buon editore si farà sentire per la pubblicazione cartacea.

Leggi le prime pagine su: http://buongiornorm.blogspot.it/2014/03/le-prime-pagine-di-rispettabili-lavori.html

Acquistalo a soli 99 centesimi su:



sabato 8 marzo 2014

"Mondo9" di Dario Tonani, mmm, merita!


Avete presente quando vi capita di leggere un libro e vi chiedete "com'è possibile che io questo autore ancora non l'avevo scoperto?" Be', è proprio quello che ho pensato leggendo Mondo9 di Dario Tonani. Ed io non è che l'avevo snobbato perché sono un tipo che disprezza la fantascienza (un tempo mi comprai in blocco degli Urania così, sull'istinto) e che non ha assolutamente idea di cosa sia lo steampunk (tra poco controllo su Wikipedia, e magari scopro che già lo sapevo), semplicemente non l'avevo mai sentito nominare.

E qui, come sempre in quest'epoca,  arriva Facebook.  Un autore, Leonardo Patrignani, che su un post afferma di voler leggere Mondo9.

Mondo9?, mi sono chiesto, Che diavolo è Mondo9?

Un po' di ricerche e, mmm, forse è un libro interessante, mmm, 'sto Dario Tonani è stato pubblicato pure in Giappone, mmm, in biblioteca non c'è, vabbé lo compro.

martedì 4 febbraio 2014

"Il gran diavolo" di Sacha Naspini, il romanzo del 2014


Il 26 febbraio esce quello che spero sarà il miglior libro dell'anno, "Il gran diavolo" di Sacha Naspini (Rizzoli editore). Sono già pronto a comprare copie su copie, per me ed i miei amici.

martedì 16 aprile 2013

Recensione di "Lullaby" e intervista all'autrice, Barbara Baraldi

Giada, Marcello e un po’ anche Luana, sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Barbara Baraldi, “Lullaby – La ninna  della morte”, edito da Castelvecchi.
Giada, la Bambina Nera, è quel tipo che da bambina si apprezza tanto e poi, ma con la quale, man mano che cresce, non si vuole più avere niente a che fare.
Marcello non è solo il classico scrittore fallito senza futuro, ma è il re di questa razza, visto che è costretto a mantenersi con la pensione della madre.
Luana è la perfezione, la Principessa dell’Est, bionda, splendente, senza apparenti problemi. Dopo tutto queste persone vivono in un mondo ovattato dove niente le scalfisce.
Si potrebbe attribuire la colpa per quello che succede in questo romanzo all’insegnante di Giada e Luana, che le unisce nello stesso banco, ma sarebbe troppo semplice e poi non è davvero così.
Potremmo attribuire la colpa a Marcello, disperato, che si è no inchioda due parole su word dopo aver fissato per ore lo schermo e dopo aver dato le medicine a “mammà”, ma lui no, lui è solo un punto fermo al quale aggrapparsi, qualcosa di semplice e sensato in una tempesta che colpisce un piccolo luogo di periferia.
Sta di fatto che questa recensione non vi svelerà nulla, perché con un ottimo alternarsi di linguaggio in prima e in terza persona, e un susseguirsi di capitoli brevi e interessanti nel cui titolo è presente il nome del personaggio che reciterà in quei paragrafi, la Baraldi dimostra di saper tenere incollato il lettore alle proprie pagine, quindi dovrete leggerlo.
Pure se vi trovaste nell’intenzione di dover posare questo libro per qualche motivo di «ordine superiore», sfogliando le pagine successive noterete che il prossimo capitolo è lungo quanto la lista della spesa del cenone di Natale e, imbarazzati per la vostra volubilità, continuerete a leggere pensando “Ok, ancora un po’ e mi fermo”, ma poco più avanti lo stesso pensiero vi balenerà nuovamente in testa.
A seguire, una breve intervista a Barbara Baraldi:

- Quando scrivi un libro da cosa parti e come inventi la storia? Nel caso di “Lullaby”, oltre alla canzone dei The Cure, da cosa hai tratto ispirazione?
BB: Proprio la canzone dei Cure è stata la principale fonte d’ispirazione del romanzo. Immaginavo due ragazze che ballavano un tango al ritmo della canzone. Dalla penombra della stanza, è emerso un mondo intero di atmosfere soffocanti, aspirazioni e desideri inconfessabili che descrivevano perfettamente la realtà che avevo intorno: le ipocrisie della società, la violenza della cronaca che entra nelle case come un ariete attraverso la televisione. E così mi sono trovata al bar con Marcello e Fede, nel mezzo di una accesa discussione. Un anonimo bar di paese, dietro la cui apparente normalità tutto può succedere.

giovedì 11 aprile 2013

In Italia i libri potrebbero essere pubblicizzati meglio

Non avevo nessuna intenzione di comprare Il libro segreto di Dante di Francesco Fioretti, un bestseller edito da Newton Compton, eppure appena entrato in una libreria polacca ho subito pensato: «Lo voglio!»

Qual era la differenza? Che senso poteva avere comprare un libro in polacco invece che in lingua originale, il nostro caro italiano? La risposta a questo domande è: come veniva pubblicizzato.

Penso che entrando in libreria veniamo prima attratti dalla cover, poi dal titolo, in seguito dalla sinossi e da qualche riga. Ma se ciò non bastasse? Dopotutto tutti i libri sono così presentati. Bisognerebbe andare oltre, e quell'oltre l'ho trovato a Cracovia, in piazza Rynek.


martedì 22 gennaio 2013

Il prologo di "Memoria", il nuovo romanzo di Leonardo Patrignani

Eravate in attesa del seguito di Multiversum? Io sì, quindi ecco a voi Memoria, romanzo che uscirà sempre per Mondadori, e sempre dalla penna di Leonardo Patrignani, il 19 febbraio!

Di seguito trovate il prologo.

Era il cielo di sempre.
Erano i volti di sempre.
Era il rifugio sotterraneo, il tunnel scavato nel muro per tornare a vedere la luce, il silenzio prima della traccia nascosta alla fine del disco. Un dove, in un mondo in cui non esisteva più alcun luogo. Un quando, in una realtà senza futuro. Era il jolly spuntato dal mazzo nel momento critico della partita.
Ma per il momento, non era nient'altro che una gabbia. Un'illusione della mente. Per quanto realistica, credibile, vera.
Autentica come il soffio del vento che si levava dal lungomare di Barcellona in quel pomeriggio d'inverno, trascinando ovunque volantini rossi e blu in una danza senza coreografia.
Sincera come quel sentimento che intrecciava i destini di Alex e Jenny e che li aveva portati fino a lì. Fuori dall'incubo. Dentro una nuova prigione.

martedì 25 dicembre 2012

Un regalo di Natale

A partire da oggi, martedì 25 dicembre 2012, sarà scaricabile gratuitamente da amazon.it, bookrepublic.it e tutti i maggiori store il mio romanzo Odio gli italiani!

Uscito per le le edizioni Il Foglio nel 2010, è un libro a cui sono molto affezionato perché mi ha dato fiducia nel mondo letterario, un mondo che sembra chiuso e distante anni luce dalla vita che viviamo ogni giorno.

Scaricatelo e fatemi sapere, eh.

mercoledì 19 dicembre 2012

Atletico minaccia football club di Marco Marsullo

A meno che il mondo non finisca dopodomani, il 15 gennaio uscirà Atletico minaccia football club di Marco Marsullo nella collana BIG di Einaudi.

Tramite Internet, il giovane autore classe 1985 (ho precisato l'anno di nascita perché i giornali parlano di scrittori giovani anche quando hanno 40 anni...), mi è stato subito simpatico, e la stessa sensazione l'ho avuta dal vivo quando l'ho incontrato al Pisa Book Festival - riguardo l'autore, c'è una foto qui in basso; riguardo il festival, ho fatto un video.

Marco su Facebook lunedì ha scritto: Due anni passati ad aspettare, a stare concentrato col sorriso mentre tutto intorno a me succedeva. Due anni in cui sono cresciuto, mi è cambiato il mondo, mi sono esplose emozioni, persone. Due anni di fight club personale che mi hanno fatto capire che aspettare è la cosa più difficile di questo mondo, ma che ti rende un leone pronto a colpire nel centro esatto della fiamma. Se sono la persona che sono lo devo anche a questi due anni. E adesso che manca poco i battiti salgon
o e l'emozione pure. Che vi devo dire: è il mio primo romanzo, non dirò che gli voglio bene come a un figlio e stronzate del genere. Vi dirò che l'ho odiato e amato, ne sono rifuggito e l'ho atteso. Ma soprattutto: ne sono orgoglioso.
"Atletico Minaccia Football Club", Einaudi Stile Libero, gennaio 2013.
E citando il mio amico Francesco: "in faccia ai maligni e ai superbi il mio libro scintillerà".

Mi sa tanto che io questo libro me lo farò regalare per il mio compleanno, il 27 gennaio.

giovedì 6 dicembre 2012

Addio a Paolo Zanotti, autore di "Bambini bonsai"

Oggi ci lascia Paolo Zanotti, l'autore di Bambini bonsai (Ponte alle grazie, 2010).

Non mi è solito parlare di libri e autori che non ho letto, ma quando una persona scompare è diverso. Mi sembra quasi giusto dargli una mano per farlo rimanere un altro po' in vita attraverso i suoi libri.

Quindi, a seguire, la biografia di Paolo presa da Wuz e la sinossi di Bambini bonsai.

Paolo Zanotti è nato a Novara nel 1971. Si è laureato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove poi ha discusso una tesi di dottorato su Italo Calvino e la letteratura inglese. È stato professore a contratto di Letteratura italiana contemporanea all'Università di Modena e Reggio Emilia (a.a. 2001-2002), assegnista di ricerca di Letterature comparate presso il Dipartimento di italianistica dell'Università di Bologna (2002-2005), borsista post-doc presso il Centre de Recherches sur les Littératures Modernes et Contemporaines dell'Università "Blaise Pascal" (Clermont-Ferrand).
Ha pubblicato un libro sul romanzo d'avventura (Il modo romanzesco, Laterza 1998), uno sulla letteratura per l'infanzia (Il giardino segreto e l'isola misteriosa, Le Monnier 2001), uno sulla storia culturale dell'identità omosessuale (Il gay, Fazi 2005). Ha inoltre curato il volume Contaminazioni (Le Monnier 2005), l'antologia Classici dell'omosessualità (Rizzoli 2006) e tradotto il Ricordo di Fleeming Jenkin di Robert Louis Stevenson (Sellerio 1996). Suoi racconti sono apparsi sulle riviste "il Caffè illustrato" e "Nuova Prosa" e nell'antologia Best off (minimum fax 2005). Il suo romanzo d'esordio è Bambini bonsai (Ponte alle Grazie, 2010).


In un futuro non così remoto, i bambini sono creature diafane e solitarie, costrette a ripararsi dal sole perenne e feroce, ricche di una fantasia acutissima, a noi sconosciuta. Pepe è cresciuto in una baraccopoli ai margini di Genova, alle prese con una madre soavemente irresponsabile e un padre smarrito nelle droghe musicali. Per anni sue confidenti sono state le antiche figure borghesi del cimitero di Staglieno e una vecchia zia eccentrica, ultima testimone della scomparsa dei gabbiani. Ma Pepe adesso scruta i cieli, sa che il momento è vicino: tra poco non sarà più solo, dopo anni di calura sta per tornare la grande pioggia. Un evento così catastrofico che la vita ordinaria sarà sospesa, gli adulti si rifugeranno in letargo nelle loro stanze, e i bambini potranno invece avventurarsi liberi per le strade del mondo. Assieme a Primavera, compagna precoce e ficcanaso, Pepe è finalmente pronto a partire per il viaggio di tutta una vita. Non sa ancora che nella pioggia troverà l'appuntamento struggente e definitivo con Sofia e Petronella, l'amicizia, il mare, la morte, la ribellione, l'amore. Non sa ancora che in quelle poche settimane si giocherà per intero il senso del suo destino.

In giro per il web ho notato che ci sono parecchie recensioni positive, e probabilmente accadrà che questo libro me lo leggerò anche io.

giovedì 8 novembre 2012

La splendida penna di Lorenza Ghinelli racconta il mestiere di scrivere

Il suono delle parole scritte da Lorenza Ghinelli vibra piacevole e riconoscibilissimo in ogni suo libro; una melodia avvolgente, ipnotica, in grado di inserire colori vivi e forti tra le lettere stampate nero su bianco. Potrebbe persino accadere di dimenticarsi della storia in sé perché folgorati da questo quadro che prende forza sotto i nostri occhi. Per entrare in questo stato d’animo non c’è nemmeno bisogno di iniziare a leggere il primo capitolo del suo ultimo romanzo, La Colpa, basta soffermarsi sulla dedica: “A Bri, che sovvertì un’estate violenta a colpi di colore”, una frase forte, quasi fosse un pre-prologo, un amo pronto a catturare l’ignaro lettore che dovesse casualmente trovarsi tra le mani questo romanzo in libreria.
La Colpa è uno di quei romanzi che una volta letti vorresti andare a stringere la mano all’autrice, curiosare un po’ nella sua vita, conoscerla, ed è per questo che sono sorte spontanee alcune domande:
Di solito scrivi di getto o lavori a una storia per diversi mesi?
La stesura di un libro è molto simile, per me, a una gestazione. La storia mi abita per anni, anni in cui non tocco la pagina bianca, poi, quando decido di affrontarla, in genere sono un fiume in piena. Ad ogni modo prima aspetto che la storia si formi dentro me. La stesura mi richiede comunque diversi mesi.
Nel caso specifico de La Colpa, come si fa a scrivere e quindi mandare avanti un romanzo senza lasciarsi travolgere dalle emozioni? Ad esempio in molti cambiano canale quando al telegiornale sentono parlare di abusi sui bambini…
Non lasciarsi travolgere dalle emozioni è impossibile, ma è necessario imparare a gestirle, altrimenti la narrazione rimane autoreferenziale, e questo sarebbe letale. Per trasmettere quello che desidero devo prima di tutto conoscerlo, e conoscere davvero qualcosa significa avere in gran parte superato quella soglia capace di ricatapultarti in un dolore sordo. Il mio romanzo parla anche di abusi, ma soprattutto indaga strade possibili per frantumare le catene di violenza con cui alcuni dei miei personaggi sono stati allattati.
La Colpa (se mi ricordo bene) l’hai scritto tra la pubblicazione de Il divoratore per Il Foglio e la ripubblicazione per Newton Compton. Hai qualche ricordo particolare di quel periodo? Come sei arrivata a questa storia?
Quando pubblicai Il Divoratore per la Newton, La Colpa era già conclusa. La terminai quando vivevo ancora a Rimini e lavoravo come educatrice sociale. Era una storia che mi abitava da tempo, i romanzi sono una cosa privata, anzi, privatissima, le storie che portano a galla vengono per stanare le nostre parti più oscure, quelle che nel quotidiano troppo spesso siamo costretti a soffocare, o quanto meno a sedare. La narrativa è per me uno spazio immenso di libertà e riflessione, una disciplina per educare il pensiero, l’unica che accetto. Quindi, a differenza di qualsiasi altro campo in cui sperimento la scrittura, le storie dei miei romanzi mi vengono a cercare. A quel punto ho solo due strade. O fuggo, o mi calo nel fondo di me stessa.
 Il divoratore era stato venduto in sette nazioni prima ancora che Newton Compton inondasse le librerie nostrane, per La Colpa invece la vendita dei diritti all’estero come sta andando? Essere arrivata in finale allo Strega aiuta in questo senso?
Prima di vendere La Colpa all’estero bisognerà vedere come procedono le vendite de Il divoratore nei vari paesi che lo hanno acquistato. È ancora presto, staremo a vedere.
 Qualche anticipazione riguardo il prossimo romanzo?
Ti dico solo che lo sto scrivendo con un entusiasmo folle, tutte le volte che lavoro a un romanzo penso di metterci tutta me stessa, con questo sto scoprendo invece quanto di me io abbia lasciato fuori negli altri. Lo sento veramente come il mio romanzo più completo. È spero che il prossimo a cui lavorerò metta in crisi quanto ho appena affermato.
Sui giornali si parla quasi esclusivamente di Ghinelli scrittrice di romanzi, e proprio per questo motivo vorrei darti occasione di fare il punto su Ghinelli scrittrice di sceneggiature. Ti andrebbe di dire qualcosa?
Mi sono formata come sceneggiatrice, ti parlo proprio del mio percorso di studi, ma per quanto sappia scrivere sceneggiature, e la cosa mi diverta, la narrativa resta l’unica disciplina che veramente amo in modo totalizzante. Mi permette tempi e profondità impensabili altrove. Un’altra cosa che adoro fare è condurre corsi di scrittura, lo scambio che si crea, le visioni del mondo che si mescolano e si confrontano sono sempre speciali. E torno a casa con un entusiasmo rinnovato. In un certo senso riesco a conciliare la mia formazione come educatrice sociale con quella di narratrice.
 Dopo il successo della serie Il tredicesimo apostolo, ora stai collaborando anche alla seconda stagione?
Per la seconda stagione ho avuto il piacere di firmare una puntata assieme al mio amico e collega Filippo Kalomenidis, quest’inverno la potrete gustare.
Hai visto su Youtube la parodia degli sceneggiatori di Lost? State veramente seduti intorno a un tavolo a tirar fuori idee pazze e visionarie, o è solo un’idea che si fa lo spettatore? Com’è la giornata tipo dello sceneggiatore?
Quando lavoravo in Taodue con Editor interna e sceneggiatrice a tempo strapieno, era facile che si creassero atmosfere simili a Boris, ma ciò non era dovuto mai alla mancanza di professionalità del team, quanto piuttosto al dovere rispettare per contratto orari rigidi e fissi. In ogni mestiere si dovrebbe avere l’opportunità di produrre al massimo quando le idee ci sono, il restante tempo, soprattutto nei mestieri creativi, andrebbe dedicato allo studio e alla ricerca, da svolgersi rigorosamente in privato. Altrimenti il rischio è produrre storie tutte uguali. L’artista beve dal mondo, non può vivere murato in una casa di produzione.
Prima per fare questo lavoro eri di stanza a Roma, ora sei tornata a casa. Si riesce a lavorare bene anche a distanza?
Quest’anno, in seguito alla mia candidatura allo Strega e alle presentazioni quasi quotidiane del mio romanzo, ho dovuto compiere una scelta, e la mia scelta è stata quella di dedicarmi a tempo pieno alle mie idee. Proprio per questo non lavoro più come editor interna, non sono in grado di garantire una presenza quotidiana. Lavoro quindi come freelance, e la cosa, credimi, mi esalta. Con tutti i rischi che comporta, come l’assenza di uno stipendio fisso, per esempio. La vita che voglio fare mi impone diversi piccoli lavori, racconti su commissione per esempio, sceneggiature, articoli, lezioni. E un tempo infinito per raccontare le mie storie, studiare, imparare. Sono sempre stata un po’ selvatica, Roma in questo senso non potrà mai essere casa mia. Vivo a due passi dalla valle del marecchia, ho bisogno del mio wild selvatico quotidiano. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non riesco a lavorare bene a distanza, e siccome lavorare, per me, significa scrivere, ho sentito la necessità di tornare a casa. Qui, distante da Roma, lavoro benissimo.
Si sa qualcosa dell’adattamento cinematografico de Il divoratore? Inoltre mi chiedevo: hai mai provato a scrivere una sceneggiatura per un film originale completamente frutto della tua penna?
A questa domanda risponderò tra due o tre mesi, ci sono cose che bollono in pentola…

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Di recente ho parlato anche de Il cantico dei suicidi, un racconto di Lorenza pubblicato da Newton Compton. Per leggere il post, clicca qui.

Intervista da me originariamente scritta per il settimanale Fuori Le Mura.


venerdì 5 ottobre 2012

Arrestata Yoani Sánchez

Si sapeva che sarebbe accaduto, e purtroppo è successo: la blogger Yoani Sánchez è stata arrestata.

Lei e suo marito Reinaldo Escobar, sono stati arrestati ieri a Bayamo “per impedire il teatro in occasione del processo” allo spagnolo Corromero. Per saperne di più, leggete l'articolo del traduttore ufficiale di Yoani Sànchez in Italia, Gordiano Lupi, su La Stampa.

Gordiano Lupi, oltre a svolgere questo lavoro, è l'editore de Il Foglio Letterario (quindi il mio editore) e ha scritto la biografia  Per conoscere Yoani Sànchez. Sino al momento dell'arresto Gordiano si sentiva con Yoani quasi quotidianamente, quindi all'interno non vi sono fesserie o accuse "alla cubana".

Sempre Gordiano, questa volta per Rizzoli, ha tradotto Cuba libre. Vivere e scrivere all'Avana, libro che vi consiglio per scoprire come è la situazione da quelle parti, e in questo caso potrei consigliarvi anche Adios Fidel. All'Avanza senza un cazzo da fare di Alejandro Torreguitart  Ruiz (altro autore pubblicato in Italia da Il Foglio).

Aggiornamento a cura di Gordiano Lupi alle 20 di oggi, venerdì 5 ottobre 2012:
Fariñas è stato rilasciato. 
Yoani e il marito sono ancora in stato di fermo. 
Il suo cellulare non è raggiungibile. 
Twitter è fermo da ieri.

giovedì 20 settembre 2012

Pagalamòssa! di Sacha Naspini

Il 3 ottobre la ricetta per "svoltare la giornata" sarà la seguente: un paio di click del vostro fedele mouse, meno soldi di un pacchetto di sigarette ma poco più di uno di gomme, un eReader e l'eBook  Pagalamòssa! sarà la vostra portata principale a tavola! 

Il sapore sarà squisito e allo stesso tempo delicato, però essendoci dei bambini di mezzo, due per l'esattezza, voleranno cazzotti. Ciò accadrà sopratutto se uno dei due farà un movimento impercettibile che scaturirà nell'obbligatoria penitenza: un destro, un sinistro, e ancora e ancora sino a che le regole di Pagalamòssa non saranno rispettate. Dalle regole non si sfugge.

La trama del racconto di Sacha Naspini non ve la dico, sappiate solo che si basa su due bambini, su questo gioco e su un hotel in costruzione - hotel che, come ci spiega l'autore sul suo sito, fa parte di uno spin-off al contrario del suo prossimo romanzo Come d'ottobre.

Comunque quando si tratta di grandi scrittori non si parla solo di raccontare storie, ma di avere una voce, una voce che spicchi e risulti unica, esaltante, completa; che poi è quello che gli editori cercano, ed è anche per questo motivo che è così difficile venir pubblicati. Sacha questa voce, una sua voce, ce l'ha. E questa voce la si riconosce nelle sue storie, e dopo averne letta una la si riconoscerà in quelle successive senza neanche leggere il nome dell'autore sulla copertina del libro. Semplicemente, dopo una pagina il pensiero sarà: Questo è Sacha.

Vi consiglio di leggere Pagalamòssa! per farvi un'idea, e poi sono sicuro che vorrete passare ai suoi romanzi per espanderla come un sorriso che si trasmette da volto a volto, magari facendo il giro del mondo - e qui strizzo un occhio agli editori stranieri nella speranza che un giorno lo traducano.

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mercoledì 19 settembre 2012

Il cantico dei suicidi di Lorenza Ghinelli

E alla fine è successo, ho acquistato per la prima volta un eBook - quindi immaginate un po' come avevo rimediato gli altri...
È un racconto della grandissima Lorenza Ghinelli, Il cantico dei suicidi, uscito un paio di settimane fa per Newton Compton.

A dirla tutta, pensavo che il mio primo acquisto sarebbe arrivato il 3 ottobre all'uscita di Pagalamòssa, un racconto di quel diavolo dal pizzo bianco Sacha Naspini. Invece Lorenza è arrivata prima e mi ha fregato. 0,49 centesimi sono ben disposto a spenderli per un file.

Le parole di Lorenza sono potenti, e inoltre si riconosce subito che sono le sue, il suo stile ingarbugliato, ordinato e splendido a un tempo. Questo racconto, esattamente come il romanzo La colpa, è articolato principalmente in due anni (qui sono il 1957 e il 2006) che servono ad apprendere come i protagonisti della storia siano diventati quel che sono oggi (2006) e ovviamente a capirli meglio.


Parlando con Lorenza ero venuto a sapere che agli inizi, quando ancora non era famosa, quando probabilmente Il divoratore non era ancora uscito per Il Foglio, né per Newton Compton, insomma ero venuto a sapere che lei scriveva tantissimi racconti e li inviava a destra e manca. Quindi ero davvero curioso di leggere queste 50 pagine.

Il bello è che l'autrice avrebbe potuto raccontare una storia di fantasmi nel senso fisico della parola, per quanto possa suonare strano... Invece lei ha preferito essere più sottile, meno scontata, dunque i fantasmi ci sono, ma sono legati a un posto, un campo. Non li si vedono, ma influenzano la vita dei personaggi de Il cantico dei suicidi.

Lo so, in pratica non vi ho detto la trama. Ma è un racconto, costa solo 0,49 €; un piccolo investimento lo potreste fare, no?

lunedì 17 settembre 2012

E così sono arrivato a "Massacro" di Darren Shan

Tempo addietro, per l'esattezza quasi un anno fa, lessi il libro Scrivere libri per ragazzi di Manuela Salvi - sì, tra le mie aspirazioni c'è anche quella di fare romanzi per bambini, e sì, quel libro è stato utile - e nonostante in un paragrafo dicesse qualcosa tipo «ai bambini si può parlare di tutto», io non ne ero proprio sicuro. La precedente frase la mettevo in dubbio pensando: Ok, ma se hai bambini si può parlare di tutto, come vanno trattati certi argomenti? Fino a che punto mi posso spingere a dire certe cose e come devo dirle?

Così scrissi all'autrice spiegandole la mia situazione (il tipo di romanzo che stavo cercando di scrivere) e lei mi consigliò di leggere la saga Demonata di Darren Shan, lo stesso autore che di recente è arrivato al cinema con Aiuto vampiro, un film che raccoglie tre libri originariamente pubblicati da Mondadori nella collana Superbrividi.

Dopo una breve ricerca su Internet mi ero accorto che: (1) Demonata era composta da parecchi libri autoconclusivi anche se collegati tra loro; (2) questi libri erano finiti nei remainders, e quindi erano scontati dal 50 al 65%; (3) i volumi dal 7 al 10 in Italia non erano mai usciti - ma qui devo controllare se questi tre  sono stati pubblicati nella collana Superbrividi e non nell'edizione a parte che possiedo io, però ho poche speranze.

Non mi sono lasciato scoraggiare e ho acquistato in blocco i sei volumi disponibili. I primi due, Il signore dei demoni e Rapito dal demonio li ho letti in maniera didattica, e i pensieri sono stati: ah, ok, un bambino di 8 anni può leggere un libro dove la gente viene sgozzata, c'è tanto sangue, etc, etc. Quest'ultimo no. Massacro me lo sono goduto appieno

Massacro riprende la storia del bambino del primo volume - a quanto pare a Darren Shan piace scrivere in maniera alternata seguendo prima un personaggio, poi un altro - e la migliora, la espande. Ammetto di essere stato deluso da Il signore dei demoni e la sua "battaglia finale" con una serie di scacchiere che mi facevano un po' pensare a Harry Potter e la pietra filosofale. Poi invece Darren Shan - e Shan non è nemmeno il suo vero cognome :) - con Rapito dal demonio ha riconquistato la mia fiducia e ha allargato notevolmente il mondo dei Demonata. Con Massacro, infine, grazie alla conoscenza di base che si ha, più la storia che ti fa voltare pagina in continuazione, si apprezza molto di più questo mondo e si può finalmente gioire come si deve.

PS: Leggerò i seguiti e continuerò a studiare e a migliorare in questa narrativa che purtroppo ancora mi sfugge.
PPS: mi rendo conto che questo post potrebbe essere sconclusionato, ma questi sono i pensieri che al momento mi frullano per la capa

sabato 21 luglio 2012

Un po' di statistiche prese da Goodreads

Nell'immagine qui sopra trovate il numero di libri che ho letto, anno dopo anno, dal 2007 ad oggi.

Il 2007 era l'anno in cui per la prima volta riuscii a portare a termine un romanzo (nel senso di scriverlo), si chiamava Fuga da casa! e nessuno l'ha voluto pubblicare - a differenza dei romanzi successivi - e quindi è scaricabile gratuitamente.

Il 2010 era l'anno in cui uscì Odio gli italiani, un romanzo nato dopo aver letto su un articolo che alcuni italiani sfruttavano dei bambini in Africa. Pubblicato dal Il Foglio tra luglio e agosto, ancora oggi continua a vendere (perlomeno in eBook). La storia è figa, ma è scritta troppo velocemente, quasi come una sceneggiatura.
Da notare che tra il 2009 e il 2010 ero iscritto a Economia a Tor Vergata, e di sicuro ho letto così tanto e ho anche scritto parecchio (oltre ad Odio quell'anno ho tirato fuori dal cilindro Dove non posso entrare, anch'esso scaricabile gratis) perché durante le lezioni mi annoiavo...

Tra il 2010 e il 2011 invece ero iscritto a Cooperazione Internazionale alla Sapienza, e anche per quell'anno scolastico andrebbe preso in considerazione lo stesso discorso  dell'anno precedente (la noia) e infatti ho sia letto che scritto. Quell'anno è stato un po' un punto di svolta, con Confessioni di uno psicopatico (ed. Il Foglio, Natale 2011) la mia scrittura è migliorata notevolmente, ma la storia raccontata era migliore in Odio gli italiani.

Che dire, se un giorno riuscirò ad unire la scrittura di Confessioni con la tipologia di storia di Odio, riuscirò a creare un romanzo decente in grado di far venire l'acquolina in bocca anche ad editori più grossi.

PS: quest'anno mi uscirà un raccontino per Isbn edizioni!

martedì 17 luglio 2012

Il vuoto intorno al compleanno di Claudio Volpe

Originariamente pubblicato dalle edizioni Il Foglio - stessa casa editrice con la quale pubblico anche io -, Il vuoto intorno era stato presentato al premio Strega da due personaggi di spessore dell'editoria italiana e in parte anche mondiale, Dacia Maraini e Paolo Rufili, per poi venire acquistato dall'emergente edizioni Anordest.

Tutto ciò per dirvi che oggi è il compleanno del mio amico Claudio e che, per fargli un regalo, sarebbe il caso di comprare il suo libro.

In questo sito potete anche leggere l'intervista che gli ho fatto un annetto fa.

Dacia Maraini scrive:
“Nel leggere “Il vuoto intorno” di Claudio Volpe (Edizioni Il Foglio Letterario), romanzo che vorrei candidare al Premio Strega, si rimane piacevolmente sorpresi da come un giovane autore poco più che ventenne possa raccontare, con una così incisiva carica narrativa, una storia di profondo dolore umano e di approfondita e acuta analisi introspettiva.
Il romanzo mi è sembrato doloroso e commovente. Il tessuto verbale, fitto e intenso, convince, anzi cattura. Sono sicura che susciterà l’interesse dei lettori, perché narra, con tormento e vigore, una storia che tira in ballo i grandi sentimenti umani: la paternità, l’amore coniugale, la voglia di distruggersi, la voglia di redimersi, l’abbandono di sé, la riconquista di una coscienza, il desiderio di ampliare i confini del pensiero e dell’esistenza.
In alcuni momenti “ IL vuoto intorno” fa pensare a un certo Dickens populista e strappacuore, legato a un Ottocento ormai scomparso, ma pure il racconto si salva sempre dal sentimentalismo per la sincerità e la freschezza della voce narrante. La rabbia insomma è autentica, autentico il dolore, e questo rende il lettore partecipe e simpatizzante. Il romanzo d’esordio di Claudio Volpe è uno sguardo viscerale sul mondo, sulla sofferenza e su quel vuoto che ogni essere umano ha sentito almeno una volta dentro di sé. “ 
Il poeta Paolo Ruffilli dice riguardo al suo romanzo:
“Desidero candidare alla selezione del Premio Strega 2012 il romanzo "Il vuoto intorno" di Claudio Volpe, pubblicato dalle Edizioni Il Foglio. La ragione è che si tratta di un'opera prima di qualità, sia sul piano narrativo sia dal punto di vista strettamente letterario dentro il genere epistolare, da parte di un autore giovanissimo di grande talento, dal quale è lecito aspettarsi anche per il futuro prove significative. In una chiave di composizione tra il racconto popolare e l'indagine psicologica del profondo, l'intenso romanzo di Claudio Volpe scandaglia la tormentata vicenda di un padre che confessa tutto il suo male di vivere a un figlio che, dal retroterra di un'infanzia e giovinezza in presenza assenza dei suoi genitori e del loro amore, aspira a trovare il senso positivo della propria vita, appunto in mezzo al vuoto in cui è cresciuto.”

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