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sabato 8 marzo 2014

"Mondo9" di Dario Tonani, mmm, merita!


Avete presente quando vi capita di leggere un libro e vi chiedete "com'è possibile che io questo autore ancora non l'avevo scoperto?" Be', è proprio quello che ho pensato leggendo Mondo9 di Dario Tonani. Ed io non è che l'avevo snobbato perché sono un tipo che disprezza la fantascienza (un tempo mi comprai in blocco degli Urania così, sull'istinto) e che non ha assolutamente idea di cosa sia lo steampunk (tra poco controllo su Wikipedia, e magari scopro che già lo sapevo), semplicemente non l'avevo mai sentito nominare.

E qui, come sempre in quest'epoca,  arriva Facebook.  Un autore, Leonardo Patrignani, che su un post afferma di voler leggere Mondo9.

Mondo9?, mi sono chiesto, Che diavolo è Mondo9?

Un po' di ricerche e, mmm, forse è un libro interessante, mmm, 'sto Dario Tonani è stato pubblicato pure in Giappone, mmm, in biblioteca non c'è, vabbé lo compro.

martedì 4 febbraio 2014

"Il gran diavolo" di Sacha Naspini, il romanzo del 2014


Il 26 febbraio esce quello che spero sarà il miglior libro dell'anno, "Il gran diavolo" di Sacha Naspini (Rizzoli editore). Sono già pronto a comprare copie su copie, per me ed i miei amici.

martedì 18 dicembre 2012

8x8, il concorso giusto per gli aspiranti scrittori

Il racconto è la sintesi di una vita
e insieme la vita sintetizzata.
Julio Cortázar


Dopo il successo della prima, della seconda, della terza e della quarta edizione (oltre 2000 racconti racconti pervenuti, vari scrittori sotto contratto e pubblicati) riparte 8x8 con tante novità, nuovi editori e tanta voglia di emergere.
8x8, lo sapete, è un concorso letterario diverso dagli altri. Qui si vince null’altro che qualche buon libro e si ha la possibilità di essere letti e ascoltati dagli addetti ai lavori. L’idea è dare importanza al confronto tra scrittori, editor e lettori.

Il concorso funziona così: otto scrittori per ogni serata, otto minuti ciascuno per esprimere la propria inedita creatività, ottomila il massimo di battute per ogni racconto.
Il concorso è rivolto ad autori esordienti e no.
Una doppia giuria (popolare e di qualità) stabilirà il vincitore di ogni serata. I premi consisteranno in libri messi a disposizione dalla casa editrice madrina (di cui verrà esposta una selezione del catalogo) della serata.
La giuria popolare sarà composta dal pubblico presente in sala mentre la giuria di qualità da esperti e professionisti del mondo dell’editoria.

Le serate romane (26 febbraio, 12 marzo, 26 marzo, 9 aprile) si svolgeranno in un locale in via di definizione; la serata milanese (fine aprile) si svolgerà presso La Scighera, via Candiani, 131.
La competizione sarà di volta in volta introdotta da una lettura di uno scrittore affermato.

Le case editrici madrine di questa edizione saranno: 66thand2nd, Voland, nottetempo, elliot, la rivista-libro Watt e altre che devono confermare.

sabato 15 dicembre 2012

I migliori romanzi del 2012, secondo gli scrittori

Visto che una marea di giornalisti stanno scrivendo a destra e sinistra le loro classifiche personali su quanto di meglio è uscito nel 2012, io ho deciso di rivolgermi direttamente agli scrittori che - magari, ho pensato - non devono per forza fare marchette agli editori per farsi pubblicare il loro romanzo nel cassetto. Magari, eh...

Comunque, dopo esser andato figurativamente a bussurare sulle porte di romanzieri nostrani, ho ottenuto le seguenti risposte:
  • Limonov di Emmanuel Carrère è stato amato sia da Tommaso Pincio che Sandro Veronesi.
  • I re del Mondo di Don Winslow, è la preferenza del bestesellerista e traduttore Alfredo Colitto.
  • Limbo della Mazzucco è stata la scelta di Claudio Volpe, autore che quest'anno si è affacciato al premio Strega col sostegno di Dacia Maraini.
  • Leviathan, la trilogia di Scott Westerfeld ha ricevuto i voti di Mario De Martino. Ora speriamo che qualcuno ripubblichi i romanzi precedenti di questo autore (Westerfeld). 
  • Stoner ha scosso l'autore che ha vinto il premio Tropea 2010 con La sinfonia del tempo breve (romanzo che mi è sembrato una fiaba moderna), Mattia Signorini.
  • Nel tempo di mezzo di Fois ci viene suggerito da Patrick Fogli.
  • 1Q84 del candidato al Nobel Haruki Murakami viene scelto da Gianluca Morozzi.
  • 22/11/63 di Stephen King per Leonardo Patrignani, anche se è un libro di fine 2011. Quest'anno lo sta intrigando Il seggio vacante della Rowling, ma ancora non ha finito di leggerlo.
  • Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan (la vincitrice del Pulitzer 2011) è per la super elogiata Maria Paola Colombo il libro del 2012.
  • Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka è il libro consigliato da Rosella Postorino. Non so se è il migliore, dice l'autrice de L'estate che perdemmo Dio, ma di certo è uno dei più originali.
  • Open di Agassi (e scritto con l'aiuto del premio Pulitzer J. R. Moehringer) è stato il preferito di Chiara Moscardelli, che poi si è subito pentitata dicendo: "Però ne sono usciti altri altrettando belli."
  • Open ha preso anche Sacha Naspini, così come Sacré Bleu di Christopher Moore (lo devo leggere quanto prima!) e Esercizi sulla madre di Carrino.  Ieri abbiamo fatto le 5 di notte discutendo su quale fosse il migliore, e non ne siamo venuti a capo. Così, giusto perché è lui e perché questo è un blog, non un giornale, quindi faccio preferenze, ho deciso di scrivere tutti e tre i titoli.
Sono andato a rompere le scatole anche a quale autore straniero, e alle fine hanno risposto solo loro due, peraltro l'anno fatto scavalcando qualche regoletta:

giovedì 20 settembre 2012

Pagalamòssa! di Sacha Naspini

Il 3 ottobre la ricetta per "svoltare la giornata" sarà la seguente: un paio di click del vostro fedele mouse, meno soldi di un pacchetto di sigarette ma poco più di uno di gomme, un eReader e l'eBook  Pagalamòssa! sarà la vostra portata principale a tavola! 

Il sapore sarà squisito e allo stesso tempo delicato, però essendoci dei bambini di mezzo, due per l'esattezza, voleranno cazzotti. Ciò accadrà sopratutto se uno dei due farà un movimento impercettibile che scaturirà nell'obbligatoria penitenza: un destro, un sinistro, e ancora e ancora sino a che le regole di Pagalamòssa non saranno rispettate. Dalle regole non si sfugge.

La trama del racconto di Sacha Naspini non ve la dico, sappiate solo che si basa su due bambini, su questo gioco e su un hotel in costruzione - hotel che, come ci spiega l'autore sul suo sito, fa parte di uno spin-off al contrario del suo prossimo romanzo Come d'ottobre.

Comunque quando si tratta di grandi scrittori non si parla solo di raccontare storie, ma di avere una voce, una voce che spicchi e risulti unica, esaltante, completa; che poi è quello che gli editori cercano, ed è anche per questo motivo che è così difficile venir pubblicati. Sacha questa voce, una sua voce, ce l'ha. E questa voce la si riconosce nelle sue storie, e dopo averne letta una la si riconoscerà in quelle successive senza neanche leggere il nome dell'autore sulla copertina del libro. Semplicemente, dopo una pagina il pensiero sarà: Questo è Sacha.

Vi consiglio di leggere Pagalamòssa! per farvi un'idea, e poi sono sicuro che vorrete passare ai suoi romanzi per espanderla come un sorriso che si trasmette da volto a volto, magari facendo il giro del mondo - e qui strizzo un occhio agli editori stranieri nella speranza che un giorno lo traducano.

Acquistalo su BookRepublic o su Amazon.



mercoledì 19 settembre 2012

Il cantico dei suicidi di Lorenza Ghinelli

E alla fine è successo, ho acquistato per la prima volta un eBook - quindi immaginate un po' come avevo rimediato gli altri...
È un racconto della grandissima Lorenza Ghinelli, Il cantico dei suicidi, uscito un paio di settimane fa per Newton Compton.

A dirla tutta, pensavo che il mio primo acquisto sarebbe arrivato il 3 ottobre all'uscita di Pagalamòssa, un racconto di quel diavolo dal pizzo bianco Sacha Naspini. Invece Lorenza è arrivata prima e mi ha fregato. 0,49 centesimi sono ben disposto a spenderli per un file.

Le parole di Lorenza sono potenti, e inoltre si riconosce subito che sono le sue, il suo stile ingarbugliato, ordinato e splendido a un tempo. Questo racconto, esattamente come il romanzo La colpa, è articolato principalmente in due anni (qui sono il 1957 e il 2006) che servono ad apprendere come i protagonisti della storia siano diventati quel che sono oggi (2006) e ovviamente a capirli meglio.


Parlando con Lorenza ero venuto a sapere che agli inizi, quando ancora non era famosa, quando probabilmente Il divoratore non era ancora uscito per Il Foglio, né per Newton Compton, insomma ero venuto a sapere che lei scriveva tantissimi racconti e li inviava a destra e manca. Quindi ero davvero curioso di leggere queste 50 pagine.

Il bello è che l'autrice avrebbe potuto raccontare una storia di fantasmi nel senso fisico della parola, per quanto possa suonare strano... Invece lei ha preferito essere più sottile, meno scontata, dunque i fantasmi ci sono, ma sono legati a un posto, un campo. Non li si vedono, ma influenzano la vita dei personaggi de Il cantico dei suicidi.

Lo so, in pratica non vi ho detto la trama. Ma è un racconto, costa solo 0,49 €; un piccolo investimento lo potreste fare, no?

lunedì 16 luglio 2012

Le nostre assenze

Un ulteriore passo in avanti da parte di Naspini con il suo nuovo romanzo, Le nostre assenze. E’ un piacere vedere l’abilità dell’autore migliorare, farsi precisa e pungente nonostante avrebbe potuto crogiolarsi nel successo ottenuto con I Cariolanti. Sacha Naspini si dimostra diverso e per questo decide di complicarsi la vita: Le nostre assenze è tutt’altra cosa rispetto al thriller I sassi (Il Foglio Letterario), il particolare e originale Cento per cento (Perdisa) e ovviamente il già citato I Cariolanti (sempre per Elliot), con il quale però conserva alcune similitudini come la quantomai strana passione per i pertugi, meglio se stretti e angusti. I protagonisti del romanzo che ha decretato il successo dell’autore vivevano in una fossa, quelli di questo una fossa la scavano, disseppellendo una tomba etrusca.
Protagonista de Le nostre assenze è il legame particolare che si instaura tra un bambino talmente cattivo da maltrattare il suo migliore amico, invece così povero da vivere tra fango e polvere ed essere costretto a indossare i vestiti smessi del compare o bussare puntualmente alla sua porta per riuscire a riempire la pancia quanto basta per sopravvivere. La scoperta di una tomba etrusca potrebbe rendere entrambi ricchi e aprire al sogno di andarsene in America, terra dei sogni e delle libertà. Il proverbiale fulmine a ciel sereno destinato a saldare o distruggere per sempre la strana amicizia.
Compra il libro
L’evento è, nell’economia della narrazione, punto di svolta e giro di boa, dato che il libro prende tutta un’altra piega: emergono le passioni dell’autore toscano (tra le quali da sottolineare la boxe) e viene impressa grande accelerazione alla crescita dei personaggi, come se da un momento all’altro avessero subito un dritto e un rovescio. La freschezza de Le nostre assenze sta anche nel fatto che, probabilmente per la prima volta, Naspini, come dichiarato da lui stesso alla trasmissione Fahrenheit, ha inserito nella trama ricordi d’infanzia, principalmente riguardanti i nonni. Ma è l’umore generale del testo a colpire maggiormente: in questo senso l’autore è molto bravo nel saper restituire le sensazioni e le emozioni, che da letterarie divengono reali, sulla pelle del lettore, di una vita pervasa da fantasmi e rammarichi.
La spirale delle splendida copertina è quasi un manifesto: difficile uscirne una volta intrapresa la lettura. Una spirale che è quasi un tornado pronto a sconvolgere le vite dei protagonisti e qualche assolato pomeriggio dei lettori. Da leggere.
 Compra il libro
Le nostre assenze
Autore: Sacha Naspini
Casa editrice: Elliot, 2012
Collana: Scatti
Pagine: 190
Prezzo: 16,00 €

In origini questo articolo l'avevo scritto per http://www.fuorilemura.com/2012/06/18/naspini-torna-in-libreria-con-un-romanzo-da-leggere-tutto-dun-fiato/

martedì 27 marzo 2012

Sacha Naspini torna in libreria con "Le nostre assenze"

Ok, parrà che sui miei siti parlo soltanto degli "scrittori amici" - e in effetti è così -, ma ora un libro che si preannuncia splendido sta per uscire, un romanzo che s'intitola Le nostre assenze, scritto dall'amico Sacha Naspini. Edito da Elliot, dopo Pasqua sarà in tutte le librerie, quindi non avete scuse, dovete comprarlo.

Dalla quarta di copertina: Per il protagonista e voce narrante de Le nostre assenze, la morte del nonno è una perdita incomprensibile, ai suoi occhi non può essere che uno scherzo tirato troppo per le lunghe. Il nuovo romanzo di Sacha Naspini parte da qui. Siamo a metà degli anni ’80. Due ragazzini scoprono una tomba etrusca, decidono di scavarla di nascosto, nel doposcuola. Vent’anni dopo una bambina viene rapita e rinchiusa nella stanza di una pensione americana, insieme a un gattino di nome Spunky. Cosa unisce questi due eventi? Ma questa è anche una saga familiare che abbraccia almeno tre generazioni. Troverete un uomo in fuga dai campi di concentramento, una donna che riscopre il suo primo amore dopo quarant’anni. Troverete un padre ridotto al frainteso di poche parole, una madre troppo giovane per saperlo spiegare al figlio. E un ragazzino povero che vive “al di là della rete”, nel quartiere delle case popolari. Fino ad arrivare all’America, tanto persa quanto trovata, di rabbia. In questo libro l’America significa tante cose. Sacha Naspini racconta in modo magistrale, brillante e bruciante allo stesso tempo, il passaggio improvviso dall’infanzia all’adolescenza, fino alla maturità. La perdita dell’innocenza, il desiderio inesorabile e cieco della vendetta e, insieme, il sentimento inspiegabile dell’amore e di una nuova speranza. O solo di un posto chiamato “casa”. Anche “casa” in questo libro significa molto. Dopo il fortunato I Cariolanti, Sacha Naspini si conferma come una delle migliori voci della narrativa italiana di oggi.

Su Amazon è già possibile prenotarlo cliccando qui.

martedì 21 febbraio 2012

Intervista a Sacha Naspini


Sacha Naspini è l’autore de “I cariolanti“, uscito in libreria il mese scorso per Elliot edizioni.
Tra le sue opere precedenti figurano “I sassi“, Il foglio edizioni, e “Diario di un serial killer“, edito da SERED Edizioni, una casa editrice che distribuisce nelle edicole. Per una lista completa dei suoi scritti cliccate sul seguente link che vi collegarà al sito ufficiale: clicca qui.
  • “I Cariolanti” è il tuo ultimo libro. Parlacene un pochino.
È una favola nera. Il protagonista è Bastiano, e il libro è composto da tredici istantanee della sua vita. Inizia nel 1918, verso la fine della Prima Guerra. La prima fotografia è lui, con suo padre e sua madre, chiusi in un buco, in una fossa in mezzo al bosco. Questo perché il padre decide di nascondere la famiglia lì, per non partire per la guerra. Bastiano ha questo primo approccio con la vita, affronta subito le contingenze più estreme: il freddo, la fame, la sete, la paura di essere scoperti, e questo imprinting condizionerà la sua esistenza totalmente. Continuerà a portare avanti quest’istinto alla sopravvivenza che ha conosciuto nella fossa, che contaminerà tutte le circostanze che si troverà ad affrontare, compreso l’amore. Bastiano è una specie di pallottola impazzita sparata da una canna mezza storta, e la sua vita si scontra con il mondo in modo trasversale, senza che se ne possa prevedere la direzione.
  • Hai avuto difficoltà durante la stesura?
Direi di no. Il romanzo mi è venuto giù nell’arco di appena una settimana. Avevo chiaro in testa l’obiettivo principale della storia, e soprattutto sentivo che “la voce” che stavo usando era giusta.
  • Come ti sei mosso per trovare un editore e com’è stato il rapporto con l’editor che ti hanno affidato?
È avvenuto tutto nella maniera più semplice: ho inviato il manoscritto in redazione, e pochi giorni dopo ho ricevuto una mail entusiasta direttamente da Massimiliano Governi. In questi mesi ho stretto un rapporto bellissimo con lui. L’esperienza di lavorazione del testo, poi, è stata strepitosa, Governi ha preso a cuore il progetto in maniera viscerale, credendoci fortemente. Abbiamo studiato assieme il testo nel particolare, ripulendolo da scorie e inserendo accorgimenti assolutamente necessari. Quello che è in libreria è il risultato di tutto questo.

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