Dorotea De Spirito
è una giovane autrice pubblicata in Italia e all’estero. I suoi primi
due romanzi sono: “Destinazione Tokio Hotel” e “Angel”, entrambi editi
da Mondadori.
• Partiamo dal principio. Come sei arrivata alla pubblicazione di “Destinazione Tokio Hotel” alla Mondadori?
Ho sempre amato scrivere, fin da quando ero piccolina , quando ho iniziato a conoscere e amare i Tokio Hotel mi sono ritrovata a pensare, molto improvvisamente e ripetutamente ad una frase, che poi è la frase di apertura del libro, posta prima del primissimo capitolo. Da queste poche parole, appuntate velocemente su un blocco, ne sono seguite molte altre e pagina dopo pagina si è formata l’intera storia. Sono sincera, è stata una cosa spontanea e… veloce: non potevo smettere di scrivere, era come un flusso continuo. Ripensandoci a distanza di tempo credo che sia stato un momento in cui due grandi passioni, la scrittura e l’amore per una band, si sono in qualche modo scontrate e la storia è ciò che ne è uscito. Terminato il tutto ho pensato di provare a sottoporlo a qualche casa editrice, con tutta l’inesperienza possibile, naturalmente! Ma ho avuto fortuna perché dopo averlo mandato ad un paio di indirizzi entrambi hanno risposto, la Mondadori è stata la prima.
• Abbiamo visto che è disponibile anche in inglese. Ti aspettavi una cessione dei diritti per il tuo libro anche all’estero? In quanti paesi è stato tradotto e come sono andate le vendite?
E’ stato tradotto, a quanto so, in francese, tedesco e credo sia disponibile anche in Lituania. Probabilmente è la cosa che meno mi aspettavo: quando ho saputo della traduzione in francese, che è stata la prima in ordine di tempo, poco è mancato ad un mio mancamento via telefono! Non so esattamente in termini di vendite come sia andata, ma la soddisfazione è certo tanta.
• Questo mese è uscito in libreria “Angel”. Parlacene un pochino: partendo dalla trama, sino ad arrivare alle difficoltà che potresti aver incontrato durante la stesura del testo, o nella ricerca di un editore, a meno che non avevi già firmato con Mondatori in anticipo.
Anche questa volta stavo innocentemente ascoltando della musica! Forse sviluppo strani rapporti con le canzoni, non lo so. Fatto sta che l’ispirazione mi ha colpito al verso iniziale di “Wish you were here”, dei Pink Floyd. Lì ho trovato semplicemente splendido questo interrogativo: credi davvero di poter dividere il paradiso dall’inferno? Da qui l’elemento di base della trama: come comportarsi quando ciò non è possibile a causa, per esempio, di una forza superiore e sconvolgente come un legame affettivo. Alla base del libro c’è quindi un sentimento contrastato, controverso e difficile tra due realtà opposte: un Angelo e un Demone. E’ anche però una storia di crescita, di famiglia, di amicizie, scuola: elementi della quotidianità di ogni ragazzo. In più mi sono divertita a inserire rimandi alla musica e al rock e contemporaneamente alla filosofia o ai testi di Catullo, per esempio. Per quanto riguarda la pubblicazione, la Mondadori aveva il diritto di precedenza di lettura, ma ciò non garantiva certo una risposta affermativa. La mia paura nell’attendere notizie in quel periodo forse anche maggiore dell’anno scorso, quando attendevo quelle su “Destinazione Tokio Hotel”.
Farai delle presentazioni in giro per l’Italia o rimarrai nel viterbese?
• Partiamo dal principio. Come sei arrivata alla pubblicazione di “Destinazione Tokio Hotel” alla Mondadori?
Ho sempre amato scrivere, fin da quando ero piccolina , quando ho iniziato a conoscere e amare i Tokio Hotel mi sono ritrovata a pensare, molto improvvisamente e ripetutamente ad una frase, che poi è la frase di apertura del libro, posta prima del primissimo capitolo. Da queste poche parole, appuntate velocemente su un blocco, ne sono seguite molte altre e pagina dopo pagina si è formata l’intera storia. Sono sincera, è stata una cosa spontanea e… veloce: non potevo smettere di scrivere, era come un flusso continuo. Ripensandoci a distanza di tempo credo che sia stato un momento in cui due grandi passioni, la scrittura e l’amore per una band, si sono in qualche modo scontrate e la storia è ciò che ne è uscito. Terminato il tutto ho pensato di provare a sottoporlo a qualche casa editrice, con tutta l’inesperienza possibile, naturalmente! Ma ho avuto fortuna perché dopo averlo mandato ad un paio di indirizzi entrambi hanno risposto, la Mondadori è stata la prima.
• Abbiamo visto che è disponibile anche in inglese. Ti aspettavi una cessione dei diritti per il tuo libro anche all’estero? In quanti paesi è stato tradotto e come sono andate le vendite?
E’ stato tradotto, a quanto so, in francese, tedesco e credo sia disponibile anche in Lituania. Probabilmente è la cosa che meno mi aspettavo: quando ho saputo della traduzione in francese, che è stata la prima in ordine di tempo, poco è mancato ad un mio mancamento via telefono! Non so esattamente in termini di vendite come sia andata, ma la soddisfazione è certo tanta.
• Questo mese è uscito in libreria “Angel”. Parlacene un pochino: partendo dalla trama, sino ad arrivare alle difficoltà che potresti aver incontrato durante la stesura del testo, o nella ricerca di un editore, a meno che non avevi già firmato con Mondatori in anticipo.
Anche questa volta stavo innocentemente ascoltando della musica! Forse sviluppo strani rapporti con le canzoni, non lo so. Fatto sta che l’ispirazione mi ha colpito al verso iniziale di “Wish you were here”, dei Pink Floyd. Lì ho trovato semplicemente splendido questo interrogativo: credi davvero di poter dividere il paradiso dall’inferno? Da qui l’elemento di base della trama: come comportarsi quando ciò non è possibile a causa, per esempio, di una forza superiore e sconvolgente come un legame affettivo. Alla base del libro c’è quindi un sentimento contrastato, controverso e difficile tra due realtà opposte: un Angelo e un Demone. E’ anche però una storia di crescita, di famiglia, di amicizie, scuola: elementi della quotidianità di ogni ragazzo. In più mi sono divertita a inserire rimandi alla musica e al rock e contemporaneamente alla filosofia o ai testi di Catullo, per esempio. Per quanto riguarda la pubblicazione, la Mondadori aveva il diritto di precedenza di lettura, ma ciò non garantiva certo una risposta affermativa. La mia paura nell’attendere notizie in quel periodo forse anche maggiore dell’anno scorso, quando attendevo quelle su “Destinazione Tokio Hotel”.
Farai delle presentazioni in giro per l’Italia o rimarrai nel viterbese?
