Visualizzazione post con etichetta Didier van Cauwelaert. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Didier van Cauwelaert. Mostra tutti i post

mercoledì 18 aprile 2012

Recensione de "La fine del mondo viene di giovedì – Thomas Drimm 1"

Navigando in Internet è possibile scovare alcune recensioni non proprio entusiaste riguardo il primo volume della serie di Thomas Drimm, La fine del mondo viene di giovedì, e per quanto alcune critiche si possano benissimo condividere, la sensazione generale è che queste persone non abbiano capito, o non conoscano, il significato della parola “Tweens”, collana alla quale questo libro appartiene. “Tweens” sta a significare che La fine del mondo viene di giovedì è destinato ai bambini tra i nove e i dieci anni, cioè i preadolescenti, e sotto questa ottica dovrebbe essere recensito.

La storia raccontata è quella di un ragazzino di nome Thomas Drimm che vive in un futuro non troppo distante dal nostro presente, un futuro dove gli essere umani sopravvissuti vivono sotto una bolla dalla quale non possono uscire e dove, soprattutto, tutti vengono obbligati a giocare d’azzardo ed è vietato essere infelici. Le religioni sono scomparse, i libri censurati, a scuola si insegna soltanto come vincere al gioco e tredici anni è l’età dell’avvenimento più importante della vita: viene impiantato un chip nel cervello che permette di giocare, fare la spesa e trasferire denaro, per di più funge anche da cartà d’identità e, cosa all’oscuro di tutti i cittadini, permette agli Stati Unici (il territorio in cui vivono) di controllare le persone. Thomas, a pochi mesi dai suoi tredici anni, per sbaglio con il suo aquilone uccide un vecchietto. L’anima di questo vecchietto – che poi si scoprirà essere un famoso scienziato – si infilerà nel peluche di Thomas e cercherà di fargli capire che la fine del mondo è vicina e che deve aiutarlo a impedire che accada.

Acquista il libro cliccando qui!  

La fine del mondo viene di giovedì è un romanzo scorrevole, pieno di dialoghi veloci, immediati, e con diverse battute in grado di generare sorrisi. In aggiunta, lo scritto di Didier van Cauwelaert, autore da oltre 5 milioni di copie in Francia, fa riflettere sulla situazione attuale in cui viviamo, dove c’è tutta questa apparente libertà, quando in realtà siamo ripresi di continuo da telecamere in ogni angolo della strada.

Come in ogni libro per i più giovani, si insegna che se una cosa la si vuole fare davvero, e ci si crede, la si può fare! E questo è fondamentale, perché bisogna dar fiducia ai giovani: bisogna insegnare loro i valori dell’amicizia, la forza che da essa si è in grado di trarre, la fiducia in se stessi in un mondo dove si viene continuamenti messi sotto pressione. Al “ragazzino” finalmente vengono date delle responsabilità, finalmente qualcuno crede in lui. E perché noi, allora, non dovremmo credere in Thomas Drimm?
Acquista il libro cliccando qui! 

La fine del mondo viene di giovedì – Thomas Drimm 1
La fin du monde tombe un jeudi

Autore: Didier van Cauwelaert
Traduttrice: Rebecca Traimonti
Editore: Fanucci
Collana: Tweens
Pagine: 256
Prezzo: 9,90 €

Questo articolo originariamente l'avevo scritto per il settimanale con il quale collaboro:  http://www.fuorilemura.com/2012/04/16/un-quasi-tredicenne-sara-in-grado-di-salvare-il-mondo/

venerdì 30 marzo 2012

Letture di questi giorni


Partiamo da La fine del mondo viene di giovedì di Didier van Cauwelaert. Questo libro, inviatomi da Fanucci per recensirlo su fuorilemura.com, come si vede dalla copertina rientra nel genere young/adult, anche se è più young che adult. Mi mancano 100 pagine alla fine (giovedì) e finora è stata una lettura davvero veloce. Se volete fare una cosa carina, leggetevi i capitoli a seconda dei giorni: il libro parte di domenica e arriva sino a giovedì, quindi magari lo acquistate oggi e lo iniziate a leggere tra due giorni.

​Il maggiordomo miope​ di Javien Tomeo è invece uno di quei libri sconosciuti al mondo. Mi trovavo nella biblioteca Pasolini, a Spinaceto, e mi son detto: "Perché non prendo qualcosa che sicuramente non ha letto nessuno?" Così sono andato alla sezione Autori spagnoli e ho trovato questo libricino di 115 pagine che è stato pubblicato in Italia nel '93 e da allora era stato preso in prestito soltanto nel 2006.

Per ​La tigre bianca​ di Aravind Adiga la storia è diversa: mi trovavo al Caffé letterario sull'Ostiense, un posto che è una via di mezzo tra un pub e uno biblioteca, con divani molto cool, sedie moderne e altre cazzate, e diciamo che mi rodeva un pochino perché lì il weekend i cocktail costano 1o euro, 10 fottuttisimi euro per un bicchiere che riempiono di ghiaccio manco fossimo in discoteca! Comunque, nonostante le belle signorine che ci accompagnavano, mi sono piazzato un pochino nella zona occupata dalla biblioteca e ho pescato il Man Booker Prize di qualche anno fa.

AddThis